| I Sacrestani di S. Maria di Pievebelvicino | ||
| Cronologia da fine 1800 | ||
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Vogliamo far memoria delle persone e del periodo che, a partire da fine 1800, hanno prestato servizio come sacrestani nella nostra parrocchia: | ||
Campanaro Matteo | 1881(?) - 1899 | |
| Rigo Agostino | 1899 - 1926 | |
| Rigo Antonio | 1921 - 1928 | |
| Zamperetti Girolamo | 1928 - 1935(?) | |
| Fedeli Gino | 1935 - 1947 | |
| Oliviero Francesco | 1939 - 1942 | |
| Fabris Franco | 1942 - 1947 | |
| Casarotto Piero | 1943 - 1954 | |
| Calli Severino | 1947 - tutt'ora in servizio | |
| Scapin Mario | 1954 - 1960 | |
| Valente Bruno | 1963 - 1967 | |
| Manfron Rino | (?) - 1982 | |
| Marsiglio Luigi | 1979 - 2002 | |
| Mondin Antonio | 2002 - tutt'ora in servizio | |
Brevi notizie e ricordi | ||
Campanaro Matteo "Cessò di esercitare il suo ufficio di sacristano la domenica 2 luglio 1899 e gli fu sostituito Rigo Agostino il quale cominciò il suo servizio nel pomeriggio del giorno stesso". 15 Aprile 1884 al sacrestano per fornitura e politura Chiesa: Lire 5 Aprile 1887 mancia al sacrestano pella fornitura da sagra: Lire 6 (Archivio Parr. Pieve, volume Chiesa di Pieve). Su di lui si può trovare, nel volumetto pubblicato dalla Parrocchia (Un poco de Storia de Pieve), una simpatica storiella scritta da Nane Casavecia, in appendice alla poesia La crose del Castelo (frammento). | ||
Rigo Agostino "Alle 11 di sera, dopo lunga malattia muore Rigo Agostino d'anni 61, sacrestano della parrocchia da quasi 27 anni....." (Cronistoria) | ||
Rigo Antonio "Il vescovo di VICENZA Ferdinando Rodolfi autorizza A. Rigo a fare il sacrestano "pro solo tamen servitio Sacristiae" 10.3.1921. "Da ieri, 1 luglio 1928, ha cessato il servizio di sacrestano Antonio Rigo (figlio di Agostino). Gli sostituisco l'anziano Girolamo Zamperetti, che anni fa aveva già prestato ancora la sua assistenza...." (Cronistoria) | ||
Zamperetti Girolamo Aveva già prestato servizio anche precedentemente ma purtroppo non abbiamo trovato riscontro degli anni di servizio, se non per il compenso ricevuto il 1° luglio 1900 (lire 9) per il primo semestre come sotto-sacrista. "2 settembre 1928 - Al sacristano nuovo Zamperetti Girolamo ho dato per compenso del bimestre Luglio-Agosto lire 115". (Cronistoria) | ||
Fedeli Gino Servizio interrotto perchè richiamato in servizio militare nel periodo bellico e successivamente ripreso. Persona impegnata per lunghi anni anche in altri servizi parrocchiali. "Spalla" insostituibile per don Virgilio. | ||
Oliviero Francesco Anche lui richiamato e spedito in Russia dove purtroppo rimane travolto dall'immane tragedia. Di lui non si saprà più nulla. "Disperso" è quanto verrà comunicato ai famigliari. | ||
Fabris Franco Recentemente interpellato ricorda che, essendo allora molto giovane e un po' gracile, si faceva aiutare nei lavori pesanti dal nonno Giobatta Fabris. Fissare il "padiglione" alla struttura posta sul soffitto in corrispondenza dell'altare era un'impresa pesante e rischiosa. A distanza di tanti anni rimane uno dei suoi ricordi più nitidi. | ||
Casarotto Piero Molto giovane, ma considerata la grande statura che lo faceva sembrare più vecchio della sua età, viene chiamato ad affiancare Franco Fabris. Nel 1947 si fa avanti anche Severino Calli e per anni saranno allegri compagni alle dipendenze di Don Virgilio che l'anno successivo sarà nominato parroco in sostituzione di Don Girolamo Bettanin nel frattempo deceduto. Con Severino si alterna ogni mese nel servizio, lasciandoli i mesi con più festività in quanto molto ambiti dal suo amico. Emozionato ricorda di essere stato il primo laico a fare le letture durante la messa. Evento particolarmente interessante, considerato che non era previsto e che allora le "leggi" canoniche erano alquanto severe. Altri ricordi di quel periodo - Dal registro parrocchiale: L'anno del Signore 1945 il giorno 4 gennaio in ora di allarme per incursione di guerra nella chiesa di Pieve io sottoscritto ho battezzato un figlio di Sottoriva Antonio e Danieli Bruna nato nella casa n. 8 di piazza S. Maria il giorno 28 dicembre 1944 durante la occupazione militare germanica e gli posi nome Gianfranco. Don Girolamo Bettanin, arciprete. Piero, quel giorno prestava servizio come chierichetto. Stava per iniziare la cerimonia del battezzo quando cominciò un'incursione aerea su Schio. Don Bettanin chiuse il libro senza eseguire le preghiere previste per somministrare il sacramento, battezzò sbrigativamente Gianfranco e corsero tutti al rifugio antiaereo del Castello di Pieve. - Inverno 1944/45: nel fare il giro per la raccolta delle elemosine durante una S. Messa si trova faccia a faccia con dei soldati tedeschi che in piedi, in fondo alla chiesa, erano entrati per seguire la celebrazione. Intimorito evita di protendere a loro la "borsa" e ritorna prontamente verso l'altare. In quel difficile periodo bellico mancava il denaro e in particolar modo non c'erano spiccioli. Ai fedeli veniva dato come resto un cartoncino timbrato dalla Parrocchia, anticipando così le "AM LIRE", che per breve tempo l'amministrazione americana ha fatto circolare nell'immediato dopo guerra. Una volta alla settimana si recava presso il monastero delle Suore Agostiniane di Schio per ritirare le particole. A Pieve, in quelli anni, si facevano mediamente 33-34.000 comunioni. - Altro indelebile ricordo: processione notturna del Venerdì Santo anni 1940/50. Per le vie del paese si vedevano alle finestre file di salami, alla Casara erano esposte forme di grana e nei due negozi di macelleria, in bella mostra, impressionanti teste di mucca con in bocca una mela o un limone. Terminata la processione iniziava la veglia funebre, che durava fino al Sabato Santo, ad un Cristo deposto entro una lugubre bara. Nel 1952 inizia l'attività commerciale, tutt'ora gestita tramite i figli, che comporterà, alcuni anni dopo, la forzata rinuncia per mancanza di tempo al servizio che l'aveva visto prima ragazzo e poi giovanotto entusiasta e impegnato. Incrementerà il suo apporto nelle attività dell'Azione Cattolica di cui sarà, per molti anni, indimenticato Presidente e anche consigliere provinciale. Per anni, in bicicletta, visitava le varie parrocchie del vicariato per insegnare come organizzare le attività giovanili. | ||
Calli Severino Questo lungo e meritevole impegno viene qualche volta interrotto per momentanei, ma sempre superati, dissapori con il parroco Don Virgilio Peripoli. Servizio ininterrotto dall'arrivo di Don Pietro Melotto. Fin'ora ha svolto il suo servizio affiancando: Don Girolamo Bettanin, Don Virgilio Peripoli, Don Piero Melotto, Don Luciano Ruaro, Don Massimo Pozzer e Don Bruno Bicego. Il figlio Andrea aiuta o sopperisce il papà in questo impegno prestandosi anche, da qualche anno, nel servizio di organista. Oltre all'attività di sacrestano dobbiamo essere grati a Severino perchè da molti anni ci allieta con un grande e tradizionale presepe sempre allestito con amore e notevole bravura. - Festività della S. Pasqua, anno 1950. Anche Severino, come la maggioranza dei paesani, lavorava alla Lanerossi e quella settimana svolgeva il turno dalle ore 22 alle 6 del mattino. Le celebrazioni solenni iniziavano alle ore 22 della vigilia. Vistosi nell'impossibilità di essere a disposizione per il servizio liturgico, si premura di avvisare il parroco Don Virgilio Peripoli. Questi, preoccupato che la cerimonia possa risentirne, intima al giovane Severino di non mancare all'impegno, prospettandogli il pagamento delle ore di lavoro non effettuate. Da bravo dipendente va a chiedere il permesso al capo reparto Lino Bortoloso, meglio conosciuto come Lino Figaro, che benevolmente gli concede il permesso, dando così la tranquillità al parroco. Contento, ritorna a casa e fa presente al padre la cosa. Il genitore, ricordato alquanto rigido nell'educazione dei figli, intima al figlio di non permettersi di mancare al turno lavorativo. A questo punto il nostro Severino deve arrendersi e corre da Piero Casarotto, in quel periodo anche lui sacrestano, che ben volentieri si impegna a sostituirlo. Piero, allegro, si presenta in chiesa alle 24 per il servizio convinto che la sacra funzione inizi a quell'ora. Non sappiamo quante tremende parole Piero abbia sentito ma abbiamo conferma dei pianti fatti da Severino alle 6 del mattino di quella Pasqua quando il parroco, in sacrestia, ha rivisto l'innocente e ignaro ragazzo. - L'anno 2001 sarà ricordato, in parrocchia, per i ripetuti "alleggerimenti" che subisce la cassetta per le offerte. Preoccupata e non sapendo come contruibuire affinchè i furti cessino, la signora Zora (Frusti) per ore si mette "in posta" dietro alle finestre del suo appartamento, naturale punto di osservazione per controllare chiunque entri in chiesa, nel speranza di notare visite sospette. Pazienza premiata. Segnala a Severino le strane visite alla chiesa di un ambiguo personaggio di paese. Desiderando smascherarlo, il sacrestano si nasconde per ripetuti giorni in un confessionale e anche la sua pazienza viene premiata. Un giorno, verso le ore 12, entra il sospettato che con occhio esperto controlla non ci siano presenze in chiesa. Scrupolosamente apre le porte dei confessionali e Severino, un po' tremando, considerata la stazza dell'individuo, prima che arrivi al confessionale dove si era nascosto e da cui controllova le mosse dell'intruso, esce e gli chiede cosa fa in chiesa a quell'ora: si sente rispondere che è venuto ad ammirare questa bella chiesa e pregare davanti alla statua della Madonna. Il tipo, apparentemente tranquillo e con notevole faccia tosta si rivolge al sacrestano: "me domando cosa ch'el fa lù a 'sta ora in cesa?". Sempre teso, ma cercando di non farlo vedere, Severino: "mi son el sacrestan e sto fazendo el me lavoro!". Dopo alcuni lunghi attimi il soggetto, senza più ribattere parola, si avvia verso l'uscita e da quel giorno i furti, in chiesa, non si sono più verificati. | ||
Scapin Mario - seppur giovane lavorava alla Lanerossi con il turno "notturno" che terminava alle 6 del mattino. In bicicletta e a tutta velocità, tutte le mattine doveva recarsi alla chiesa (messa prima: ore 6) per la raccolta delle offerte. Servizio interrotto per infortunio sul lavoro (rottura gamba) e successiva partenza per servizio militare. Conserva una piccola immagine sacra con dedica: "A Mario Scapin per la sua pietà di bravo sacrestano con l'augurio di ogni eletta benedezione. - Padre Ottavio 25.IV.1954" | ||
Valente Bruno Successivamente faceva parte del coro come tenore. Morto ancor giovane per incidente stradale mentre ritornava dal lavoro. | ||
Marsiglio Luigi Servizio iniziato subito dopo il pensionamento e terminato per malattia. - Essendo alquanto permaloso, per sua stessa ammissione, un giorno ebbe uno scontro vivace con don Virgilio Peripoli. Era un sabato mattina, fine gennaio, e doveva addobbare la chiesa per la celebrazione di un matrimonio. Alcuni giorni prima era stata smontata la struttura del presepio e lasciata disordinatamente sul pavimento della chiesa. Con la massima sollecitudine, considerato il poco tempo a disposizione prima della cerimonia, il buon Luigi apre la grande porta centrale per portare all'esterno tutto il materiale che intralciava. Dalla sacrestia esce don Virgilio e vedendo la porta spalancata (siamo in pieno inverno) aggredisce verbalmente il sacrestano con: "Sucon d'un sucon me domando dove te ghe la testa a spalancare la porta col fredo che fa..." . L'altro, a sentirsi aggredito con questo epiteto, ha uno scatto di rabbia e prende il prete per la veste e con fare minaccioso "lo scorla come un brombaro" dixendoghe: "sucon d'un sucon a mi nol me lo dixe. Galo capjo?". Il don Virgilio, "bianco e molo come 'na strassa" si ritira in sacrestia e per qualche giorno evita il suo sacrestano girandogli alla larga. - Altro episodio accaduto di domenica e anche questo in occasione di un matrimonio che doveva essere celebrato alle ore 11,30. La normale S. Messa domenicale delle ore 10,30 con eventuale predica un po' più lunga del solito poteva ritardare la preparazione dell'altare per la successiva cerimonia. Preoccupato per questa eventualità, il mite Luigi, si permette di suggerire al parroco di fare attenzione all'orario e di "contenere" la durata della predica. Don Virgilio, non sappiamo se per dispetto o perchè preso dalla predicazione, anzichè seguire il suggerimento datogli, termina la messa ben più tardi del solito. Il sacrestano, vistosi in ritardo nel suo successivo impegno e pensando ad una ripicca del parroco, appena usciti i fedeli, chiude a chiave le porte ed inizia a preparare altare e banchi per gli sposi che nel frattempo sono arrivati con gli invitati. Il lavoro, per quanto velocemente svolto, comporta non meno di 20/25 minuti. La gente all'esterno, preoccupata, non conoscendo il motivo della chiusura delle porte, comincia a bussare e chiamare perchè vengano aperte. Imperterrito il nostro continua il suo lavoro e finalmente, con gran sollievo di quanti all'esterno aspettano, apre l'entrata della chiesa e con un sorriso soddisfatto e un po' cattivello si volge verso don Virgilio che, impaziente ma muto, accoglie Cristiana Mondin e Renzo Pietrobelli per uno dei giorni più belli della loro vita. (Si ha l'impressione che le celebrazioni dei matrimoni fossero parecchio "sentite" dal nostro Gigi). | ||
Manfron Rino - anomala figura di aiuto-sacrista. Durante la vita frequenta saltuariamente la chiesa, però giunto alla "pensione" si offre quasi subito come aiutante sacrestano. Morto improvvisamente quand'era ancora in servizio. Dai più conosciuto come Rino Bussoloto. | ||
Mondin Antonio Dipendente della Lanerossi e successivamente in servizio presso un negozio di alimentari. Al termine del periodo lavorativo inizia la collaborazione sotto la guida di Severino Calli. | ||
Dobbiamo pur ricordare il breve servizio fatto anche da ragazzi (di allora) che affiancavano i sacrestani: Girolamo Zamperetti (omonimo pronipote) Mariano Meneghello Scapin Corrado Miro Zanrosso Franco Bortoloso Silvino e Carlo Marzotto Marco Mondin Filippo Casarotto ... ed altri ragazzi di cui si è persa memoria. Ormai troppo grandi per continuare a prestare servizio come chierichetti si rendevano disponibili per brevi o saltuari servizi. (ottobre 2005) | ||
Parrocchia Santa Maria - Pievebelvicino Vicenza | ||