Don Piero Melotto

35 anni di sacerdozio. Cappellanno in alcune parrocchie e arciprete a Pievebelvicino e Enna dal 1989 al 1996.
Dopo l'esperienza missionaria in Brasile durata 10 anni, si trova dal 1997, per conto delle chiese del triveneto, ad affrontare una grande e difficile scommessa: l'evangelizzazione della zona nord della Thailandia.
L'attenzione è rivolta soprattutto alla gente dei monti, alle varie etnie provenienti dal Laos, Birmania, Tibet, Mongolia ecc...che sono fuggiti tanti anni fa da guerre e distruzioni e si sono rifugiati nelle foreste del nord Thailandia.
Sono interessati alla religione cattolica anche i Lanna Thai, cioè i veri thailandesi del nord.
Queste popolazioni sono aperte al messaggio cristiano e vedono in esso una liberazione dal loro mondo dominato da spiriti (sono buddisti-animisti). Credere in un Dio Padre che ama infinitamente tutti i suoi figli è per loro qualcosa di nuovo e difficile da capire.
La loro tradizione di pensiero vuole che se una persona è povera e sta male è solo colpa sua, del suo passato nella vita precedente: nessuno può far niente per lui e viene ancor più emarginato.
La cultura e il pensiero di questa parte dell'Asia è infinitamente lontano dal nostro, l'approccio con la gente è sempre delicato, c'è bisogno di grande pazienza e costanza da parte del missionario.
La missione di Chaehom estende la sua opera su un territorio con raggio di 70 Km. e vengono seguiti più di 50 villaggi di varie etnie con linguaggi differenti a seconda della zona di provenienza. Il lavoro dei missionari, oltre all'evangelizzazione, consiste anche nella carità e nell'aiuto pratico verso questa popolazione molto povera, ma molto dignitosa.
Per dare più dignità a questa gente è stato realizzato un progetto (con il sostegno delle Caritas vicariali e altri aiuti) per ottenere la cittadinanza a 2.000 persone. Dopo un anno di difficoltà burocratiche e controlli da parte della polizia , ora posseggono una carta d'identità, hanno diritto a qualche agevolazione sanitaria, ma soprattutto sono PERSONE; prima potevano sparire senza che nessuno potesse cercarle perchè, per le autorità, non esistevano.
Si realizzano molti progetti che danno la possibilità alla gente di crescere e non essere dipendenti solo dall'aiuto degli altri.
Un bellissimo esempio è stato l'aver dato l'opportunità agli abitanti di un villaggio, che non avevano mai lavorato perchè senza terra, di essere finanziati per coltivare il riso; per la prima volta (grazie ai soldi realizzati con la vendita di cioccolatini (leggi: ovetti) confezionati da persone che operano nelle parrocchie di Pieve e Torre per aiutare le missioni) questa gente raccoglieva il frutto del proprio lavoro. Ora, dopo qualche anno, coltivano, raccolgono, riescono ad avere i soldi per le sementi: il tutto da soli senza più aiuto dalla missione.
Quando in un villaggio inizia qualche opera di sistemazione di strade o altro, la missione fornisce il cibo ai lavoratori e parte del materiale necessario. La realizzazione viene fatta con la mano d'opera della gente del villaggio. In questi anni hanno imparato moltissimo, gratificati di essere loro stessi gli artefici dei miglioramenti apportati ai villaggi e alle abitazioni.
Attraverso le adozioni a distanza(*), centinaia di bambini possono frequentare la scuola, essere seguiti dal medico nel caso di malattia e avere un pugno di riso se in casa manca a causa magari dei monsoni che hanno distrutto le risaie.
Nella missione sono ospitati 80 ragazzi/e tra i più bisognosi e lontani; questi possono frequentare così la scuola ed essere seguiti dalle suore o animatori che li aiutano nei compiti e nella crescita fisica e spirituale. L'attenzione ai ragazzi/e è fondamentale in questa parte di terra dove la vendita di bambine e la prostituzione è un fenomeno molto consolidato e normale.

In un villaggio dove la polizia ha fatto convergere tre villaggi tra i più "disgraziati" è stata costruita, per merito del forte contributo economico del sig. Giovanni Zardo di Torre, una scuola molto grande che ospita 107 ragazzi di varie età. Quì viene servito il "pranzo" perchè la scuola si protrae fino al pomeriggio.
La missione si è molto prodigata nella realizzazione di acquedotti per dare la possibilità alla gente di bere acqua potabile e ammalarsi meno di enteriti o dermatiti: malattie molto diffuse.
Un impegno importantissimo e delicato riguarda la formazione dei catechisti: senza di essi non si potrebbe comunicare con la maggioranza della gente (per il problema delle varie lingue).
Una volta al mese un folto gruppo di catechisti si incontra alla missione dove don Piero, per due-tre giorni, spiega la bibbia, il vangelo e si discute assieme sui problemi dei villaggi e sul modo migliore di comunicare la fede cristiana.
Con l'arrivo di alcuni gruppi di suore ci si trova di più insieme nei vari villaggi per pregare, cantare e conoscere la Parola di Dio.
La missione è anche un punto di riferimento per chi torna dall'ospedale in condizioni precarie e può trascorrere un periodo di convalescenza prima di rientrare al proprio villaggio.
Vengono intrapresi inoltre dei cammini di disintossicazione dall'oppio per interi villaggi che desiderano farsi cattolici: per questo viene richiesta l'astensione da droghe e alcool. Sono 45 giorni di grande sforzo di volontà per queste persone. Sono seguiti da personale della missione, da infermieri e dalla polizia locale. Generalmente si ottengono ottimi risultati e si può assistere ad una rinascita di queste persone. Una volta tornati a casa hanno la forza per lavorare e tanta voglia di vivere.

Nella missione di Chaehom operano attualmente: Don Piero (parroco) - Don Bruno - Don Giuseppe (che sta terminando lo studio della lingua thai) - 3 Suore della Carità e 5 Suore Saveriane.

(*) per informazioni: LAURA CAVION CAUDURO - tel. 0445.661312



Thailandia

Clima: tropicale con precipitazioni periodiche.
Capitale: Bangkok.
Altitudine: 10 m

Lingua: Thai (Ufficiale), Cinese, Malese.

Religione: Buddista 95%, Musulmana 4%.

Moneta: Baht thailandese.


Parrocchia Santa Maria - Pievebelvicino Vicenza