Il maestro Mario Scapin
compositore e organista


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Un ricordo dell'amico Padre Emidio Papinutti

C'era una volta il musicista di chiesa. Il musicista che sapeva tutto della liturgia e della tradizione, della musica e del canto. Il principale attore liturgico, dopo il prete, cantore dalla voce calda e sonora, esecutore originale e sicuro, improvvisatore fantasioso e aderente al rito, compositore dalla vena facile e dalla tecnica perfetta, direttore appassionato e appassionante.
Cristiano convinto.
Così Bach, così Franck, così Bruckner. Così il Maestro Mario Scapin.
Mario Scapin è uno degli ultimi modelli di musicista di chiesa.
Ottenuto a Roma un ottimo diploma di composizione, a vent'anni avrebbe potuto dedicarsi alla canzonetta, e avrebbe fatto un sacco di palanche. Avrebbe potuto inserirsi in qualche compagnia musicale, e sarebbe diventato un divo della televisione. Invece ha scelto la professione più impegnativa e meno redditizia: Musicista di chiesa. Nel 1984 il Maestro Scapin ha ricordato il cinquantesimo anniversario di servizio liturgico.
L'ha ricordato a modo suo, con la composizione di una splendida Cantata per soli, coro e organo: Le Beatitudini.
Una vita intera dedicata alla chiesa. Alcuni addirittura erano convinti che Scapin fosse un prete o un monsignore, e a lui si rivolgevano coi titoli di reverendo o reverendissimo. Non era un prete. Era semplicemente un buon cristiano. Il suo saluto abituale era: "Sia lodato Gesù Cristo". E questo dice molto.
Ha lasciato più di trecento composizioni, tra edite e inedite. Quasi tutte le sue composizioni sono destinate alla liturgia: messe e salmi, antifone e responsori, inni e mottetti. Appena qualche eccezione, dovuta alle insistenti richieste delle Suore, per la festa della Madre Superiora. Per cinquant'anni e più ha prestato servizio musicale nella Venerabile Chiesa del Gesù a Roma. A questo titolo ci teneva moltissimo. Ha collaborato alla Segreteria dell'Associazione Italiana Santa Cecilia, ha insegnato al Collegio Massimo dei Gesuiti, nella Scuola di musica per Religiose e in varie case di Suore.
Lo rivediamo in quel suo comportamento signorile, riascoltiamo la sua parlata dal tipico dolce accento veneto, lo ammiriamo nell'adempimento del suo ufficio liturgico, diligente e devoto. Un santo moderno in pantaloni.
Il Maestro Scapin divideva la sua vita in due parti: prima e dopo il Concilio. Prima del Concilio le composizioni più note, su testo latino; dopo il Concilio i nuovi canti in italiano per la Liturgia rinnovata. E questo, come scriveva lo stesso Maestro, "in ossequio alle mutate disposizioni della Chiesa". Mentre altri musicisti, anche preti, si scioglievano in tristi geremiadi sulla tristezza dei tempi, Scapin si mise al lavoro con nuovo spirito. E sono venute alla luce le sue Messe in italiano, i salmi responsoriali eseguiti nei Congressi nazionali di musica sacra, i canti per coro e assemblea. Oggi Scapin è presente nelle chiese con quello stupendo "Santo Santo Santo": ogni volta che lo si canta o lo si ascolta, si gode nella comunione con l'anima santa del Maestro.
Nella prefazione ai Canti del proprio per le maggiori festività dell'anno liturgico (1976), il Maestro Scapin scriveva: "Di estrema facilità, questi canti possono venire eseguiti da qualsiasi modesto complesso di Comunità parrocchiale o religiosa, dando così la possibilità di evidenziare la solennità del giorno, come raccomandato dalle norme liturgiche".
Canti accessibili a tutti, canti che evidenziano la solennità, canti conformi alle norme liturgiche. Questa la grandezza del Maestro Scapin, musicista di chiesa.

Mario Scapin: nasce a Pievebelvicino l'8 aprile 1914. Si trasferisce a Roma nel 1934 dove l'8 settembre 1945 si unisce in matrimonio con la Prof.ssa Raffela Parpagliolo. Matrimonio allietato da due figli. Ha studiato composizione, canto gregoriano, organo e si è diplomato presso il Pontificio Istituto Superiore di Musica Sacra di Roma. E' stato docente presso la Scuola "Tomaso Ludovico da Victoria" aggregata al Pontificio Istituto Superiore di Musica Sacra.
Si è spento il 12 marzo 1988. Per suo espresso desiderio riposa ora nel piccolo cimitero della ns. comunità.


Parrocchia Santa Maria - Pievebelvicino Vicenza