La Caritas Italiana
(brevi appunti di presentazione)

La Caritas Italiana viene costituita il 2 luglio 1971 dopo la cessazione nel 1968 della POA (Pontificia Opera di Assistenza).
Negli anni settanta veniva lanciata ai giovani la proposta dell'obiezione di coscienza e del servizio civile e alle ragazze quella dell'Anno di volontariato sociale (AVS).
A partire dalla convenzione col ministero della Difesa stipulata dalla Caritas nel 1977, gli obiettori di coscienza rappresenteranno non solo una notevole presenza nei servizi promossi dalle Caritas diocesane, ma anche il segno di una presenza di pace che per molti giovani continua nella professione, nella famiglia, nella società e nella Chiesa.
Agli inizi degli anni ottanta il documento della Cei "Chiesa italiana e prospettive del paese" indica a tutta la Chiesa la strada del "ripartire dagli ultimi"; tanti servizi sorti, ma anche tutta una spiritualità che li sosteneva e sostiene, non sarebbero comprensibili al di fuori di quella impostazione evangelicamente coraggiosa.
Il convegno ecclesiale di Loreto lancia la proposta degli "Osservatori permanenti dei bisogni e delle povertà"; emergenze e problemi internazionali aprono sempre più la Chiesa e la Caritas alla dimensione planetaria maturando la convinzione di non poter separare la condivisione dalla giustizia, grazie in particolare al decisivo apporto della "Sollecitudo rei socialis".
Gli anni ottanta si erano aperti con l'avvio dell'esperienza dell'Anno di volontariato sociale alle ragazze in alcune diocesi: assai più ridotto del servizio civile come numeri, ma segno eloquente di gratuità e di condivisione.
Gli anni novanta sono per la Chiesa Italiana quelli degli Orientamenti pastorali Evangelizzazione e testimonianza della carità. Tra gli obiettivi indicati nel decennio dalla Cei c'è la costituzione della Caritas parrocchiale in ogni parrocchia.
Si moltiplicano le emergenze internazionali e i relativi impegni e presenze: Bangladesh, smembramento ex-Jugoslavia, Ruanda. In Somalia uccidono Graziella Fumagalli, il medico che dirige il servizio antitubercolare, e feriscono il biologo Francesco Andreoli: è il 22 ottobre 1995.
Varie emergenze in Italia tra cui l'alluvione in Piemonte nel novembre '94, il terremoto in Umbria e Marche (autunno '97) e l'alluvione in Campania (giugno '98).
L'anno 2000 e i primi anni del nuovo millennio: il percorso della Caritas Italiana e delle Caritas diocesane nell'anno del Giubileo è caratterizzato da cammini di carità.
Quattro i grandi ambiti dell'impegno a livello nazionale e diocesano: il debito estero, la tratta di persone a scopo di sfruttamento sessuale, il carcere, la disoccupazione giovanile. Inoltre ricordiamo l'impegno diocesano e parrocchiale su: povertà di strada, devianza minorile, immigrazione, insediamento di nomadi. Vi è anche da richiamare il tema della famiglia, e delle diverse forme di disagio nei contesti familiari.
A livello planetario, questi anni sono segnati da eventi significativi: le alluvioni in Venezuela, Mozambico e golfo del Bengala, la siccità che ha colpito il corno d'Africa, i violenti conflitti interni in Colombia, Angola, Sudan, Congo, Indonesia e Palestina. Nel 2002 è l'anno della ricerca sui conflitti dimenticati e dell'avvio di una presenza fissa di Caritas Italiana a Gerusalemme.
In tutte queste aree la Caritas Italiana non ha fatto mancare il suo apporto, cercando di tessere trame di prossimità e relazioni umane e sociali rinnovate.

Pace, giustizia e cura del creato. Sono le linee che guidano cammini, scelte e prassi della Caritas Italiana anche per il 2004.

Il gruppo Caritas di Pievebelvicino
Considerata la limitata consistenza del gruppo Caritas, invitiamo caldamente adulti e giovani ad unirsi a noi, perchè abbia maggior incisività nel tener sveglio lo spirito cristiano in tutti.


Parrocchia Santa Maria - Pievebelvicino Vicenza