Ennio Miotto
maestro organista


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Il 26 gennaio 2005, all'improvviso, è mancato il maestro organista Ennio Miotto.
Era nato a Pieve il 18 ottobre 1920.
Aveva quattordi anni quando la parrocchia di Pievebelvicino lo inviò alla "Scuola Ceciliana" di Schio, succursale di quella diocesana. Dal registro parrocchiale si possono ricavare le tappe scolastiche di Ennio. Il 5 luglio 1934 sono consegnate 110 lire a don Luigi Vignato, direttore della "Schola Cantorum" e della "Scuola Ceciliana" scledense, per l'iscrizione e frequenza dell'allievo Ennio Miotto; il 30 giugno 1935 altre 57 lire; il 7 marzo 1936 lire 75 per pagare le lezioni del maestro Antonio Arnaldi, organista di Vicenza. Il 1° agosto 1936 l'ultima rata di 40 lire al maestro Arnaldi per l'anno conclusivo della scuola, i cui corsi erano triennali. Infatti nel 1937 Ennio ottenne il diploma, dopo aver seguito i corsi di armonium, organo, canto corale e gregoriano.
Per oltre settant'anni, come organista e musicista, ha lodato, amato e onorato il Signore, non solo nelle chiese di Pieve, ma anche ai Cappuccini di Schio, a Torre e Valli del Pasubio. Molti ricordano con nostalgia le messi solenni nell'antica pieve, da Ennio magistralmente accompagnate all'organo, canti eseguiti dalla Schola Cantorum formata allora da soli uomini.
Le donne, le "canterine", facevano servizio durante le domeniche ordinarie, nelle sere del mese di maggio e di ottobre, giù nei banchi, sempre accompagnate da Ennio, ma all'harmonium; le messe ordinarie, che accompagnava, erano allora in gregoriano. E i concerti di coro misto e orchestra organizzati con don Virgilio Peripoli. Era quasi tutto il paese che tra gli anni quaranta e cinquanta ruotava attorno alla musica. Le messe in cattedrale accompagnate da Ennio all'organo, menzionate anche da mons. Ernesto Dalla Libera.
Trascorsi gli anni d'oro del coro, scemate le forze di don Virgilio, Ennio continuò nel suo impegno di organista, sempre fedele alla sua missione di onorare il Signore con la musica.
Il lavoro (dirigente alla Lanerossi) lo portava a volte lontano da Pieve e Schio, anche in altre regioni; ma, finito il lavoro, o nel momento di pausa a metà giornata, trovava sempre una chiesa dotata di uno strumento musicale, nella quale poteva soddisfare il suo amore per la musica.
Durante una visita, assieme al suo amico Giuseppe Piazza, ad un nuovo grande organo, poichè il prete, un po' diffidente, aveva creato qualche difficoltà a dare la chiave della consolle, Ennio gli disse col suo tipico sorriso: "El staga bòn, padre; el sèrca de tratar ben chi ze fedele a la cesa, che, morti organisti come naltri, senpre pronti al servìssio, gratis par zonta, no sarà mia fàssile trovàrghene dei altri. Alora i vostri òrgani sarà abità da le moreje e ghe sarà polvare, terajine, scarpie".
Anche se era lontano, il sabato tornava a casa, se a Pieve c'era un appuntamento solenne; si sedeva all'organo, accompagnava i canti e, durante il momento eucaristico, proponeva qualche pezzo del suo repertorio: Bach, Haendel, Couperin, Frank, Mario Scapin. Il suo impegno non è stato ristretto al campo parrocchiale: nel primo dopoguerra fu consigliere ed assessore del Comune di Torrebelvicino; con la moglie Lydia per molti anni ha dedicato tempo ed energie per sostenere la cooperativa ANFFAS di Schio.
Alla messa esequiale erano presenti tanti amici che, con le autorità civili, i parroci dei paesi circostanti, i rappresentanti dell'Anfass di Schio e dell'Associazione Maestri del Lavoro, e moltissimi parrocchiani si sono stretti attorno alla moglie Lydia e ai figli per l'ultimo saluto al caro Ennio.
Ora riposa nel piccolo cimitero di Pieve.

Non sappiamo se per espresso desiderio di Ennio o per generoso istintivo impulso, sua figlia Silvana si è resa prontamente disponibile a continuare il servizio organistico.
Grazie Ennio e a tutta la Tua Famiglia.


Parrocchia Santa Maria - Pievebelvicino Vicenza