| Don Virgilio Peripoli | |
| arciprete di Pievebelvicino | |
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21 marzo 2005, lunedì. Nelle prime ore del pomeriggio le campane annunciano la morte di don Virgilio. Nato a Montecchio Maggiore il 7 dicembre 1912, viene ordinato sacerdote il 26 maggio 1940 e giunge a Pieve come cappellano un mese dopo, il 26 giugno; alla morte dell'arciprete don Girolamo Bettanin, otto anni dopo, gli succede alla guida della nostra parrocchia, servizio che mantiene fino all'11 febbraio 1989, quando il vescovo Nonis lo colloca a riposo. Da quel giorno stabilisce la sua residenza nell'appartamento sopra il bar parrocchiale. Martedì 10 luglio 2001, per problemi di salute, che lo rendono sempre meno autosufficiente, decide di trasferirsi nella casa di riposo per il clero di Vicenza. Ha condiviso la sua vicenda umana e sacerdotale con la storia del nostro paese. La sua ferrea intransigenza, l'ostinata determinazione, gli hanno permesso di realizzare opere meritevoli della nostra riconoscenza, in pratica tutte le strutture esistenti nella parrocchia di Pieve: la Casa della Dottrina, costruita nel 1943 durante la guerra, la nuova chiesa parrocchiale, benedetta il 30 agosto 1964, l'edificio della Scuola Materna acquistato dalla Lanerossi. Notevole l'impegno pastorale nella formazione della gioventù: l'entusiasmo con cui ancor oggi ne parlano i giovani di allora è prova di quanto sia stata efficace l'azione del cappellano don Virgilio. Proverbiale è stata anche la sua passione per la musica classica; da questa passione è nato il coro parrocchiale, da lui raccolto, preparato, animato, che molti ancora oggi ricordano con rimpianto. La permanenza per tanti anni nella comunità di Pieve ha fatto sì che don Virgilio segnasse anche profondamente la vita personale di molti di noi: tutti abbiamo dei ricordi, che riaffiorano nella nostra mente, accompagnati da sentimenti di gratitudine. Ricordiamo la sua fedeltà alla Chiesa e nel servizio alla parrocchia, il forte senso di responsabilità, la coscienza del proprio dovere di pastore. Anche negli ultimi quattro anni trascorsi lontano da noi, il suo pensiero era costantemente rivolto alla sua Pieve. Seppur estremamente debilitato trovava energie per essere sempre presente alla festa di san Giovanni Bosco, annuale appuntamento per tutti i giovani della parrocchia. Per molti ragazzi il "lancio" delle caramelle, che effettuava sul sagrato della chiesa, resterà un ricordo indelebile. Ha lasciato la sua raccolta di musica al Seminario vescovile, mentre quanto finanziariamente disponeva l'ha totalmente devoluto per il restauro della "sua" chiesa. Ha dedicato l'intera sua vita alla comunità. Di questo dobbiamo essergli riconoscenti. Ora riposa nel piccolo cimitero del nostro borgo, ai piedi di quelle montagne che tanto amava. |
Parrocchia Santa Maria - Pievebelvicino Vicenza | |