La chiesa parrocchiale

Anno di edificazione: 1962/3
Benedizione: 30.08.1964



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Il terreno su cui la chiesa è stata edificata è vicino al torrente Livergon, circondato da strade interne, accanto alla scuola e a piccoli gruppi di case che si affacciano intorno, alcune di recente, altre di parecchi decenni fa; un po' discoste dal nucleo più antico(di origine medievale).
I problemi più importanti presentatisi immediatamente sono stati quello dell'ambientazione di un edificio necessariamente di una certa cubatura in un tessuto caratterizzato da una scala di dimensioni non certamente rigida e precisa, ma pure con una sua fisionomia.
Il primo problema è stato risolto cercando di mantenere nella chiesa e nelle opere parrocchiali altezze e dimensioni proporzionate all'ambiente circostante; unico elemento di solennità è rimasto il tiburio, sormontato da una leggera lanterna in cemento armato.
Strettamente connessa alla forma esterna è lo spazio interno della chiesa: il grande ottagono interno è aperto sull'altare, situato nell'abside poliedrica ed elevato di cinque gradini dal piano riservato ai fedeli. I pilastri che sorreggono le coperture e il tiburio sono disposti agli spigoli dell'ottagono, ma lasciano tutto attorno una fascia di spazio libero su cui si aprono gli ingressi
(uno centrale e due laterali), due altari minori e i confessionali. Il tiburio è sorretto da travi a sbalzo incrociantesi sui pilastri.
Lo schema a pianta centrale e particolarmente l'ottagono, è stato preferito ad altre soluzioni: per avvicinare cioè tra loro i fedeli, guidandoli simbolicamente assieme verso l'altare, per unirli in comunione col Sacerdote.


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dettagli

L'abside è collegata alla canonica attraverso una cappella per le messe feriali invernali, sul lato opposto si apre la sacrestia.
Nel presbiterio domina l'altare, distaccato dalla pala marmorea di fondo e di grande importanza, per avere incastonato un ottagono in cui troneggia la Madonna con Bambino.
La porta principale è sormontata da una grande vetrata istoriata del pittore Scalco.
Le pareti laterali dell'atrio sono costituite da pannelli decorativi (anch'essi opera del pittore Scalco) di spezzoni di dalles di cristalli colorati, legati da cemento armato.
Le murature esterne sono di pietra locale (di colore bianco-rosato e grigio), lavorati a punta grossa. Le otto facce del tiburio, sono rivestite di mosaico ceramico di colore grigio-azzurro chiaro.
Nell'interno, il pavimento è in terrazzo alla veneziana, di granulato rosso di Sicilia, diviso in settori da listelli di marmo di Sicilia e di Lasa. Le pareti sono rivestite di lastre lucidate di travertino. Su di essere risaltano gli otti pilastri esagonali rivestiti di magnifiche lastre di marmo rosso slavo lucidato di rara bellezza e colorazione, per le sue venature marroni e bleu.


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Ogni altro arredo interno è stato particolarmente curato:
l'Altare maggiore ha per base un tronco di piramide rettangolare rovesciata, di calcestruzzo rivestito di lastre di marmo grigio di Imperator bleu della Grecia; la Mensa è sostenuta da una fascione decorativo di ceramica (eseguito dalla ditta Tosin di Vicenza) a disegno geometrico, ottenuto con pezzi di diversa grandezza e rilievo, su un fondo bianco e rilievi in oro e porpora, coronati in alto da una fascia di piastrine di smalto bleu. Il piano della Mensa è in Bardiglio, come pure l'alzata per l'addobbo floreale e per il basamento di ceramica bianco e oro dei grandi candelieri in rame dorato sbalzato; al centro il grande tabernacolo di rame dorato, di pianta ottagonale.


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Gli Altari minori sono completamente rivestiti di speciali piastrelle di ceramica, modellate a mano a bassissimo rilievo, di colore verde-mare con fregi in rilievo in oro, particolarmente curati nella pittura e nella cottura, in modo da creare fantastici effetti plastici e cromatici, accentuati dalle figure del Sacro Cuore e di S. Giuseppe, in pezzi unici di ceramica di notevoli dimensioni, opera della pittrice Barbieri di Vicenza e dell'Industria Ceramica Vicentina.
L'illuminazione diurna e notturna è stata oggetto di continui studi prima e durante la esecuzione dei lavori; l'illuminazione notturna è ottenuta per mezzo di quattro "lumiere" di rame fortemente martellato, appesi a catene di ferro battuto. Sopra l'altare maggiore è posta una quinta lampada, delle stesse dimensioni, mentre altre due più piccole sono appese al grande trave di cemento.


Parrocchia Santa Maria - Pievebelvicino Vicenza