I Cappellani di S. Maria di Pievebelvicino
Cronologia dal 1878

Prima del 1878, risalendo fino al 1824, non figura nessun cappellano in servizio a PIEVEBELVICINO (Nell'archivio della diocesi non si trovano documenti che permettano di risalire agli anni precedenti).

Don Antonio Zironda

1878 - 1883
Don Giovanni Ferrari1883 - 1890
Don Antonio Pianezzola1890 - 1895
Don Girolamo Bettanin01.02.1896 - 1898
Don Elia Dalla Costa1900 - 08.10.1901
Don Guglielmo Santacaterina13.08.1902 - 16.05.1903
Don Silvio Dal Pra'12.09.1903 - 16.09.2003
Don Luigi Solstizzo01.10.1903 - 07.10.1906
Don Alessandro Martini13.10.1906 - 26.11.1912
Don Antonio Trevisan12.12.1912 - 22.06.1914
Don Vittorio Tomasini28.08.1914 - 27.09.1925
Don Luigi Furlan04.10.1925 - 30.08.1931
Don Francesco Ferrari01.10.1932 - 22.09.1933
Don Lorenzo Serafin22.09.1933 - 14.04.1940
Don Virgilio Peripoli26.06.1940 - 03.06.1948
Don Giacobbe Mettifogo01.09.1948 - giugno 1960
Don Socrate Gaspariniottobre 1948 - settembre 1950(?)
Don Giovanni Zuccon21.09.1960 - 13.09.1968
Don Adriano Pettenuzzo24.09.1968 - settembre 1970(?)
Don Beniamino Nicolinisettembre 1970 - 05.05.1972

Brevi notizie e ricordi
 
Don Antonio Zironda
Nato a Schio nel 1831 - morto a Pievebelvicino il 28 gennaio 1883.
 
Don Giovanni Ferrari
Nato ad Altissimo nel 1826 - morto a Torrebelvicino il 15 settembre 1900.
 
Don Antonio Pianezzola
Nato a Nove nel 1866 - morto a Nove di Bassano.
 
Don Girolamo Bettanin
(dalla Cronistoria parrocchiale lasciataci da Don Girolamo Bettanin dall'anno 1896 fino 1948)
"Sono venuto a Pieve come cappellano la sera del sabato 1 febbraio 1896 a sostituire don Antonio Pianezzola, ottimo sacerdote assai benemerito della religione di Pieve e1 molto ben ricordato da tutti".
"29 giugno 1901. Il sacristano di Pieve vince, alla Tombola di Schio, per mio conto la cinquina di lire 150 con una cartella che acquistai col collega don Elia Dalla Costa".
"01 febbraio 1926. Trenta anni questa sera della mia venuta a Pieve. Ricordo sempre quel sabato dell'1 febbraio 1896, quando soletto, verso sera, partii dalla mia casa paterna in S. Vito (di Leguzzano) incamminandomi per la mia destinazione. Ricordo l'accoglienza benevola e discretamente cordiale dell'arciprete don Pietro Pianalto, la modesta cena nel tinello a pian terreno di questa canonica, allora tanto malinconico e tetro. Ricordo il fervorino di saluto dato la mattina seguente ai paesani durante la messa sotto l'impressione di un indicibile timor panico! Che felice tranquillità in quel primo anno trascorso a Pieve. Ma quante vicende poi da quell'epoca."
 
Don Elia Dalla Costa
25 luglio 1895. Consacrato sacerdote a Schio.
Nel 1896 fu chiamato all'insegnamento nel Seminario di Vicenza, dove alterno' l'insegnamento allo studio.
Nel 1899 dovette lasciare il seminario per una grave crisi di salute. Tornato a casa di suo padre a Villaverla, per curarsi disturbi di natura bronchiale, fu dai superiori inviato come cappellano a Pievebelvicino presso l'arciprete Don Girolamo Bettanin, suo amico, condiscepolo e compagno di messa.
Giunse a Pieve nell'agosto dell'anno 1900.
02 febbraio 1901. Per impulso del cappellano Don Elia sorge l'istituzione "Pia Unione delle Figlie di Maria.
08 ottobre 1901. Il cappellano don Elia parte per casa sua a Villaverla in attesa di nuova destinazione. La domenica antecedente avea salutato pubblicamente tutta la parrocchia con commoventi parole. Tutta la popolazione ne fu addolorata in modo straordinario e moltissime furono le lagrime versate da ogni ceto di persone. E ben a ragione perché un sacerdote così bravo e così buono a Pieve sarà vano sperarlo. Come ricordo della popolazione gli fu presentato un magnifico orologio da parete in metallo bronzato. Io (don Bettanin), come ricordo mio e della famiglia, gli ho regalato un quadro col panorama di Pieve in fotografia grande formato. Il giorno 6, festa del Rosario, non si cantò la messa per dolore in causa della prossima partenza di don Elia, e alla sera durante la processione la banda non suonò. Predicò il sac. don Francesco dott. Snichelotto da S. Vito di Leguzzano.
Furono i 14 mesi trascorsi a Pieve ad orientare definitivamente la sua futura azione sacerdotale dedicata alla cura delle anime.
Nominato vescovo di Padova nell'agosto 1923, ritornò a Pieve per un ultimo saluto il 1° ottobre di quell'anno lasciando scritto di sua mano nel libro cronistorio della parrocchia:
"Stasera prima di partire per Padova, mia diocesi, ho rivolto poche parole al popolo di Pieve affollatissimo in chiesa, raccomandando due virtiù essenziali al cristiano, saper patire e saper amare".
 
Don Guglielmo Santacaterina
13 agosto 1902. Stassera viene stabilmente a Pieve per occupare l'ufficio di cappellano il sac. Don Guglielmo Santacatterina, fin ora curato a Giavenale dove si trovava da 18 anni.
16 maggio 1903. Oggi parte don Guglielmo, cappellano per 9 mesi a Pieve.
La sua partenza dispiace generalmente a tutto il paese, perché era prete che assisteva volentieri e bene in tutto. Forse lui a Grantortino si troverà meglio, perché, essendo abituato a vivere fra gente campagnola, si troverà in un ambiente più adatto alla sua natura, tanto più perché vi andrà non come cappellano, ma come padrone di casa. A me, dico francamente, il suo allontanamento rincresce molto perché mi era un buon aiuto. Unico difetto rimarcabile in lui: essere un facile contamessi.
 
Don Silvio Dal Pra'
12 settembre 1903. Oggi é venuto a Pieve don Silvio Dal Prà che avrebbe dovuto essere il nuovo cappellano, se per ragioni particolari la Curia non avesse poi deliberato di mutar consiglio sostituendolo con don Luigi Solstizzo.
16 settembre 1903. Stamane parte don Silvio, che viene destinato a Montecchio Precalcino.
 
Don Luigi Solstizzo
17 settembre 1903. Don Luigi, preconizzato cappellano di Pieve viene a veder il luogo e a sentir le condizioni. Mi fa ottima impressione.
01 ottobre 1903. Oggi é venuto a stabilirsi a Pieve il nuovo cappellano Don Luigi Solstizzo da Breganze, sacerdote novello, il quale é andato ad occupare la stanza già abitata dal cappellano antecedente don Guglielmo Santacatterina.
14 agosto 1904. Questa sera il cappellano don Solstizzo comincia a confessare le donne.
02 ottobre 1906. Il cappellano si trova nella necessità di abbandonare Pieve per riunirsi alla famiglia. Per questo oggi siamo stati ambedue in Curia, lui per chiedere una curazia, io per chiedere un cappellano che lo sostituisca bene.
07 ottobre 1906. Fò celebrare la messa parrocchiale al cappellano che, durante il Vangelo, con parole semplici ma commoventi dà l'addio al paese. Moltissimi in chiesa piansero. Don Luigi colla sua condotta specchiata, la sua prudenza, la sua premura, la sua bravura, la sua abilità nel canto si avea guadagnato meritatamente la stima di tutti, ed io confesso che la sua dipartita mi rincresce moltissimo perché era un caro sacerdote e un cappellano utilissimo.
 
Don Alessandro Martini
13 ottobre 1906. Stassera arriva il nuovo cappellano don Alessandro Martini, sacerdote novello di Ancignano, per dire domani la messa. Verrà stabilmente alla fine del mese.
18 gennaio 1907. Il cappellano comincia la istruzione religiosa nelle scuole elementari. Ogni venerdì mezz'ora per classe di Dottrina. Il parroco mezz'ora di storia sacra.
19 maggio 1908. A Lourdes pellegrinò il cappellano che tornò ieri sera soddisfattissimo.
07 giugno 1909. La scorsa notte il cappellano, sospettando che in chiesa ci fossero i ladri, avendo sentito rumori, mandò a chiamare i carabinieri che giunsero in sù alle ore 2,1/2. Ce la siamo cavata con un po' di paura.
01 maggio 1912. Il nostro ottimo cappellano don Alessandro ritornò dal suo secondo pellegrinaggio a Lourdes, riportandone entusiastici ricordi. Gli fu compagno Giuseppe Pozzolo di Giuseppe.
26.11.1912. Il vescovo mi annunzia di aver disposto il cambio del cappellano don Alessandro Martini, per sostituirlo con don Antonio Trevisan ora a Sandrigo.
Don Alessandro fu cappellano a Pieve 6 anni. Il suo trasloco fu cagionato in parte dal desiderio della sua famiglia, che dubitava fosse Pieve nocivo alla sua salute, e in parte dall'arciprete di Schio che, apprezzandone la grande virtù, si adoperò per averlo nella sua parrocchia. Sacerdote di pietà distinta, di indole placidissima e molto zelante e benefico, si fece da tutti stimare ed amare.
(Era nato a Giavenale di Schio il 9 giugno 1891 - fu ordinato sacerdote il 19 luglio 1914).
 
Don Antonio Trevisan
9.12.1912. Stassera é arrivato il nuovo cappellano don Antonio Trevisan. E' nato a Caldogno, é sacerdote da 4 anni, fu cappellano alcuni giorni ad Arzignano, poi per tre anni a Polegge, poi per un anno coadiutore a Sandrigo.
22 giugno 1914. Don Antonio, che da due mesi si trovava in vacanza a casa sua a Caldogno per motivi di salute, era in questi giorni ritornato in parrocchia. Però, vedendo che il luogo non era adatto per lui, oggi ripartì coll'intenzione di non ritornare più a riprendere il suo ufficio di cappellano.
 
Don Vittorio Tomasini
28 agosto 1914. Ieri sera si è stabilito a Pieve il nuovo cappellano don Vittorio Tomasini.
07 ottobre 1915. Giorni fa fu alla visita militare e fatto abile anche il cappellano di Pieve don Vittorio.
23 novembre 1915. *Stamane il cappellano don Vittorio ha dovuto lasciare la parrocchia per andare a fare il soldato! Durante la sua assenza, ogni venerdì sera avrò la caritatevole assistenza di un cappellano di Torre per le confessioni.
07 giugno 1916. Il padre del cappellano viene a prendere la sua roba che il parroco aveva mandato a S. Vito di Leguzzano per paura dell'evacuazione del paese e la porta più al sicuro a Mossano.
29 luglio 1919. *Alla sera Don Vittorio ritorna dal lungo servizio militare.
23 febbraio 1920. Sotto la spinta del cappellano si raduna in oratorio un comitato provvisorio per l'istituzione di un nuovo circolo ricreativo sulla base del rispetto alla religione e alle vigenti istituzioni.
05 marzo 1920. Mandiamo in giro le circolari per le adesioni al nuovo Circolo. Siccome la circolare porta la firma di don Vittorio, i farisei liberali si allarmano e fanno un putiferio di chiacchere.
21 marzo 1920. Prima assemblea del nuovo sodalizio nella sala del circolo.
Io leggo brevi parole per esporre la genesi della istituzione e il suo programma. Legge poi la sua relazione don Vittorio.
09 giugno 1921. Il mio nipotino Giuseppe questa sera trovò in camera del cappellano una rivoltella, che fece scattare ferendosi a un dito. Grande impressione in canonica.
08 settembre 1921. Durante l'ottavario il cappellano fu a Roma con due giovani del Circolo Giovanile pel 50° della Gioventù Cattolica Italiana.
Ottobre 1921. Il cappellano ha istituito una scuola privata per la quarta classe elementare. L'iniziativa é accolta dal paese con favore. La scuola é frequentata da una ventina fra fanciulli e fanciulle.
06 agosto 1922. La scuola privata tenuta dal cappellano per la quarta classe ha dato ottimi risultati.
11 marzo 1925. Gravissimo lutto pel nostro cappellano don Vittorio per la morte della madre, avvenuta stamane all'ospedale di Vicenza in conseguenza di un fatale incidente, per cui, essendosi la settimana scorsa addormentata vicino al focolare, rimase gravissimamente ustionata. Al funerale presenziarono da Pieve 37 persone.
17 luglio 1925. Ieri don Vittorio ha avuto dalla Curia la comunicazione del suo trasloco da Pieve con destinazione a S. Antonio di Valli. Stamane perciò mi recai da mons. prov. vicario generale per pregare che fosse lasciato ancora a Pieve, assicurando che avremmo provvisto noi per dargli qui una casa da abitare assieme con suo padre, com'era sua aspirazione. La mia viva preghiera però mi lascia poca speranza di buon esito.
27 settembre 1925. Stamane don Vittorio ha celebrato la messa parrocchiale, durante la quale diede alla popolazione il suo commosso saluto di commiato. Alla seconda messa io pure espressi a lui pubblicamente la riconoscenza mia e del paese pel grande bene da lui compiuto in parrocchia, specialmente a vantaggio della gioventù. Il Circolo maschile e femminile avevano già manifestato le sere scorse in adunanze straordinarie i loro sentimenti offrendo anche numerosi e preziosi doni ricordo.
10 ottobre 1925. Don Vittorio, nel pomeriggio, soletto colla sua immancabile bicicletta, se ne va a S. Antonio, sua destinazione. Il cielo é sereno e don Vittorio parte contento. Non é però contento e sereno l'animo mio che pensa ai lunghi anni passati insieme in pienissimo accordo e misuro con profonda tristezza l'arresto che subiranno per la sua partenza tante belle opere da lui iniziate e intrepidamente sviluppate in questo eccezionale periodo del dopoguerra.
11 settembre 1927. La già curazia di S. Antonio di Valli viene solennemente proclamata parrocchia. Per dare un segno di felicitazione a Don Vittorio, già nostro cappellano ed ora suo primo pastore, gli abbiamo a nome della chiesa di Pieve pubblicato una dedica.
19 ottobre 1937. A Schiavon ha santamente cessato di vivere don Vittorio Tomasini che fu per 11 anni (1914-1925) benemeritissimo e indimenticabile cappellano di Pieve. La mattina del 22 ho partecipato con altri setti di Pieve ai solenni funerali.

Una lapide, a fianco dell'altare dedicato alla SS. Trinità, nella chiesa matrice di Pieve riporta:

A perenne memoria
é qui impresso il nome
di
Don Vittorio Tomasini
della nostra pieve
in torbidi tempi
Cappellano Apostolo
Benemeritissimo
1914-1925


Altri ricordi si possono trovare sull'opuscolo "Visita all'Antica Pieve" pubblicato dalla Parrocchia e Gruppo per il restauro della antica Pieve- 3 quaderno - 8 settembreA.D. 2000.
 
Don Luigi Furlan
4 ottobre 1925. Stamane, alla messa parrocchiale,diede il suo primo saluto il nuovo cappellano don Luigi Furlan, arrivato ieri da Cartigliano suo paese natio.
4-5 aprile 1926 Pasqua. Il circolo Cattolico tenne quest'anno la pesca ricavandone lorde lire 2700, a lire 1 ogni 3 biglietti. La Congregazione di Carità organizzò la tombola. Il premio di lire 1000 fu vinto dal cappellano don Luigi in unione con Enzo Marchioro.
02 novembre 1927. Così come fu provvidenziale negli anni passati lo stile ardito e battagliero del carissimo cappellano don Vittorio Tomasini, é oggi invece provvidenziale lo stile tutta calma e tutto pietà religiosa di don Luigi. Col nuovo anno scolastico il cappellano ha cessato di tenere la sua scuola privata.
25 agosto 1931. Il cappellano don Luigi é invitato in Curia per sentirsi proporre il trasloco da Pieve a S. Antonio del Pasubio, dove andrà quale economo spirituale in sostituzione di don Vittorio Tomasini, nominato parroco di Schiavon.
27-30 agosto 1931. Recatomi io stesso in Curia, prego di lasciarlo ancora a Pieve. Con vivo dispiacere mio e della parrocchia, il provvedimento vien confermato. Sacerdote pio, prudente, zelante, ha fatto a Pieve un gran bene. Sarà particolarmente ricordato per la sua abilità nel canto sacro e per la sua grande premura pei giovanetti. Le famiglie di Pieve lo forniscono di tutto il necessario per la casa.
 
Don Francesco Ferrari
01 ottobre 1932. Arriva a Pieve il nuovo cappellano don Francesco Ferrari da Campiglia dei Berici. La lunga assenza di un cappellano avea arrestato la vitalità del Circolo Cattolico giovanile che ora, sotto la guida del nuovo cappellano, speriamo riprenda le sue attività.
22 settembre 1933. In mattinata parte da Pieve il cappellano don Francesco Ferrari, destinato a coprire il posto di vicedirettore nel collegio "Graziani" di Bassano. Sacerdote di florido aspetto, ma di natura un po' fredda e floscia, attese bene al suo dovere, lasciando buona memoria nei paesani e migliore l'avrebbe lasciata anche a me se fosse stato con me di animo più aperto. Desioso di promozione, egli fu l'unico cappellano che partì da Pieve senza rimpiangere la sua dipartita.
Don Francesco Ferrari é nato a Campiglia dei Berici il 29 luglio 1906. Ordinato sacerdote il 10 luglio 1932. Dopo il servizio a Pieve e al collegio Graziani di Bassano, nel 1935 viene trasferito a San Gaetano di Valdagno e infine arciprete a Montecchio Maggiore nel 1943 fino al 1981. Il 30 luglio 2006 é stato festeggiato dalla parrocchia di Montecchio Maggiore per i 100 anni di vita. E' il sacerdote più anziano della diocesi.
(dall'Annuario della Diocesi di Vicenza dell'anno 1940 - riscontriamo che in data 15.5.1939 fu nominato vicario economo di Valdagno).


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Don Lorenzo Serafin
(dalla cronistoria di don Girolamo Bettanin)
22 settembre 1933. In serata é giunto il nuovo cappellano don Lorenzo Serafin, già cappellano a Barbarano.
31 maggio 1935. L'ultima sera dei fioretti di maggio il cappellano don Lorenzo fece una larga diffusione della "medaglia miracolosa".
08 settembre 1935. Il cappellano va in pellegrinaggio a Lourdes.
31 maggio 1936. I fioretti di maggio furono sempre fino alla fine bene frequentati. Pregò ogni sera il cappellano, svolgendo bene la vita di Maria Vergine.
11 aprile 1939. Lunedì. Il cappellano don Lorenzo, da parecchio tempo malandato di di salute, lascia la parrocchia per un periodo di riposo.
14 aprile 1940. Il cappellano don Lorenzo Serafin, dopo un anno* di cura al Sanatorio del Clero in Arco, é ritornato a Pieve per prendere commiato dalla parrocchia. Era venuto qua il 22 settembre 1933 e andrà ora a Bassano quale cappellano della colonia sanatoriale. Sacerdote molto intelligente e studioso, sarà in Pieve lungamente ricordato per le sue eccezionali doti oratorie. Era anche appassionato musicista. Nella cura parrocchiale noi vivemmo in pieno accordo.
04 giugno 1940. A don Lorenzo Serafin venuto oggi pel trasporto delle sue masserizie da Pieve consegniamo in ricordo una pergamena miniata da Mario Simoni di Schio con questa dedica: "Pieve Belvicino - imprime - in lettera d'oro - il nome - del suo cappellano don Lorenzo Serafin - per ricordare sempre - la eletta mente - e il nobile cuore. 1933-1940".
21 maggio 1944. Ritorna da Bassano per celebrare una s. messa e partecipare al funerale di Olga Tessari. Bellissime parole di elogio e di ricordo.

01 giugno 1940. Mando alle famiglie della parrocchia una circolare per rinnovare, come fu fatto in ottobre 1925, la sottoscrizione per la retribuzione del futuro cappellano. Le circolari furono n. 330. Pervennero n. 309 risposte.


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Don Virgilio Peripoli
26 giugno 1940. Nel pomeriggio di oggi é arrivato il nuovo cappellano don Virgilio Peripoli da Montecchio Maggiore.
25 ottobre 1942. Festa di Cristo Re. Nel pomeriggio, dopo le s. funzioni, benedizione solenne della pietra angolare della erigenda Casa della Dottrina, sede della Associazione giovanile di Azione Cattolica. L'iniziativa fu presa dal cappellano don Virgilio Peripoli.
28 novembre 1943. Benedizione della nuova Casa della Dottrina. Giornata serena, finestre pavesate. A ricordo della riuscitissima festa fu stampato un bel numero unico (due copie ancora conservate in archivio) . Della costruzione dell'edificio e della riuscita della festa fu animatore coraggioso e indefesso il cappellano don Virgilio Peripoli.
Settembre-ottobre 1947. Si manifestano in paese diversi casi di difterite nei fanciulli. Per questa infezione fu curato anche il cappellano don Virgilio, obbligandolo seriamente ad alcuni giorni di degenza all'ospedale. Poi in convalescenza in Casa del clero a Rosà.
18 febbraio 1948. Vengono ad abitare in canonica la mamma e una sorella del cappellano, al quale cedo l'uso di tre stanze, adattandone una a cucina.
(E qui termina la lunga, precisa e preziosa cronistoria di Don Girolamo Bettanin).
Il 4 giugno 1948 viene nominato Vicario Economo della parrocchia di Pieve.
Il 16 luglio 1948 con bolla vescovile viene nominato parroco di Pievebelvicino.


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Don Giacobbe Mettifogo
01 settembre 1948. Il sacerdote novello Mettifogo don Giacobbe viene assegnato alla parrocchia di Pievebelvicino.
Appena nominato si ammala e viene ricoverato nel sanatorio del clero di Arco. Prima di partire per l'ospedale qualcuno ricorda di averlo visto piangere e cercar parole di conforto dalle reverende suore dell'asilo.
Ritorna dal sanatorio dopo 2 anni e si dedicherà ai ragazzi e in particolar modo agli ammalati con cordialità, amore e bontà mai dimenticati da coloro che hanno potuto conoscerlo. Di carattere calmo si fece ben volere da tutta la popolazione.
Particolare attenzione aveva verso i fidanzati con consigli e a cui si premurava di prestare libri adatti al problematiche che le coppie dovevano affrontare.
Due fidanzati di allora, ora felicemente nonni, ricordano, a distanza di oltre cinquant'anni, il titolo del libro avuto in prestito: "L'uomo, la donna, il matrimonio". Libro da loro considerato "utilissimo".
Giugno 1960 lascia la parrocchia per destinazione Paviola.


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Don Socrate Gasparini
Dagli annuari della Diocesi non risulta avere mai avuto l'incarico di cappellano per la nostra parrocchia. Giunge infatti a Pieve "in prestito" dalla parrocchia di Valli del Pasubio nel settembre 1948, per sostituire don Giacobbe Mettifogo (da pochi giorni nominato cappellano a Pieve e ammalatosi senza aver preso servizio in parrocchia. Malattia che lo terrà in sanatorio per 2 anni).
Sacerdote con carattere forte ed estroverso, fisico robusto e voce potente.
Molti ragazzi di allora "sentono" ancora i pizziccotti e le tirate di orecchi che distribuiva quando non erano attenti o disturbavano durante le lezioni di catechismo. Lo ricordano volentieri anche per la velocità con cui celebrava la messa. Qualcuno sostiene che non durasse più di 15 minuti. Cosa che risultava assai disdicevole al parroco Don Virgilio Peripoli.
Per il sostentamento, come ai tempi di Don Bettanin, il cappellano doveva darsi da fare personalmente con la popolazione. Una domenica antecedente il periodo in cui sarebbe passato per le famiglie allo scopo citato, durante la predica ricordò ai fedeli presenti che "il cappellano non vive de sole ave marie, padrenostri e altre preghiere, ma anche de concreta solidarietà economica.
Serché de ricordarvelo quando sarà el momento".
Come tanti altri cappellani si fece ben accettare dai parrocchiani.
Al ritorno di don Giacobbe Mettifogo lascia dispiaciuto e con rimpianto la parrocchia (ottobre 1950). Dolore mitigato dalla contentezza per la guarigione del caro amico.


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Don Giovanni Zuccon
26 giugno 1960. Viene promosso al Santo ordine del Presbiteriato e assegnato alla parrocchia di Pieve.
21 settembre 1960. Viene nominato Vicario Cooperatore per la parrocchia di Pievebelvicino.
Da subito Pieve si accorge delle doti del nuovo cappellano e non c'é persona che ancora oggi non lo rimpianga.
Sportivo, amava la bicicletta. Ne possedeva una da "corsa". Raccontano, che per evitare le rampogne che il parroco gli faceva in quanto non gradiva vedere il suo cappellano vestirsi da ciclista, tenesse la bicicletta e la tuta a casa di Luigi Meneghello. Lì si cambiava e poi via con la sua esuberante allegria.
Cacciatore provetto: fucile e gabbie altra sua forte passione. Quanti anedotti al riguardo si potrebbero raccontare. Ci limitiamo riportarne uno solo:
di ritorno da una magra battuta di caccia con alcuni amici cacciatori di Pieve, passano per il suo paese natio (Valdimolino). Fermatisi per una breve sosta, mentre la compagnia scambia quattro ciacole, Don Giovanni improvvisamente imbraccia il fucile e scarica con rabbia alcune fucilate ai "strioj" posati sulle grondaie della chiesa.
Ai perplessi compagni che con gli occhi chiedevano spiegazioni rispondeva:
"vuto vedare che al me paese no posso sbararghe ai strioj che i fa solo dani e par di pì sul cuerto de la me cesa?".
23 settembre 1968. Viene trasferito come vicario cooperatore alla parrocchia Cuore Immacolato di Maria di Vicenza.
Un bell'articolo commemorativo é stato pubblicato sul "Giornaletto" (Numero Unico dicembre 2005 dell'Associazione Culturale Pieve).


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Don Adriano Pettenuzzo
Nato a San Pietro in Gù l'8.12.1944. Ordinato sacerdote 06.04.1968.
24 settembre 1968. Don Adriano, novello sacerdote, viene assegnato alla parrocchia di Pievebelvicino come vicario cooperatore.
Deve, purtroppo, subito scontrarsi con il difficile e autoritario parroco.
Riesce, nel breve periodo che rimane nella nostra parrocchia, essere riferimento per la gioventù che sta affrontando (siamo negli anni '68-'70) i traumatici cambiamenti sociali.
Rimane fino al settembre 1970. Si racconta che, mentre pranzavano assieme, comunicò al parroco di aver richiesto il trasferimento ad altro incarico. Pranzo istantaneamente interrotto perché don Virgilio, preso dall'ira, sbatté violentemente sul tavolo il proprio piatto mandandolo in mille pezzi. Non poteva sopportare che il proprio cappellano avesse rinunciato all'incarico al suo fianco.
Più di qualche ragazzo (di allora) mantiene tutt'ora costanti contatti con Don Adriano. Moltissimi, quando se ne parla, lo ricordano con affetto e nostalgia.
Attualmente é parroco a S. Maria del Pornaro.


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Don Beniamino Nicolin
Nato a San Pietro in Gù il 23.11.1941. Ordinato sacerdote il 18.03.1967
Arriva a Pieve nel settembre 1970.
A distanza di tanti anni rimane vivo il ricordo per il cordiale carattere e la disponibilità che aveva con tutti. Nonostante questo, gli era impossibile non avere qualche duro scontro con il parroco don Virgilio Peripoli.
Crediamo che questa situazione di difficile convivenza, vissuta anche dal suo predecessore, sia stata la causa della breve permanenza.
Notevole il dispiacere e la delusione provata dai parrocchiani e in particolar modo dai ragazzi per la sua partenza.
Sapeva farsi "ragazzo" come loro. A conferma basta ricordare un episodio. Dovendo far spazio all'interno della vecchia chiesa, in cui era stato deciso di ricavare il campo per la pallavolo, i ragazzi si erano trovati di fronte all'acquasantiera di marmo. Carlo Marzotto lavorava attorno al manufatto per tentare, con altri, di spostarlo.
Non riuscivano staccarla da una staffa di ferro fissata al muro.
Don Beniamino, visto inutile lo sforzo che facevano, li allontanava e presa una pesante mazza, con un sol colpo, riduceva in frantumi la vecchia acquasantiera. Frantumi che ancor oggi si trovano ammucchiati a lato dell'altare dedicato al Sacro Cuore.
I Ragazzi, a distanza di tanto tempo, annualmente si ritrovano con lui per trascorrere una serata in allegra compagnia.

E' stato l'ultimo cappellano in servizio nella nostra parrocchia.

Attualmente parroco nella comunità di S. Agostino di Vicenza.


Nel lavoro di ricerca, oltre alla memoria storica dei parrocchiani, ho consultato gli Annuari della diocesi di Vicenza.
Trascrivo integralmente una raccomandazione che venne fatta ai Cappellani, nell'anno 1940, riportata a pag. 255:
NEL TRASFERIMENTO DEI CAPPELLANI
Il cappellano che viene mutato da cura a cura, ubbidisca con animo
tranquillo e sereno e si astenga da ogni lamento.
I parroci non ostacolino l'opera dei Superiori, ma vi collaborino
sinceramente anche se costa qualche sacrificio.
E' sconveniente si facciano feste sia per l'arrivo come per la
partenza del cappellano.


A memoria di questi umili sacerdoti, spesso trattati con durezza dai parroci e superiori.
Non dobbiamo dimenticarli.
Venuti a mancare i giovani cappellani, in parrocchia é per sempre svanito il punto di riferimento che, per generazioni, aveva fatto da prezioso supporto alla crescita della nostra gioventù.
Oratori vuoti, ragazzi disorientati e spersi in una società distratta sono una delle tante conseguenze.


Parrocchia Santa Maria - Pievebelvicino Vicenza