Arredi sacri al tempo di don Girolamo Bettanin: l'altare


Sul davanti dell'altare sta il paliotto, che consiste in una cornice di legno o di metallo, sulla quale è stesa una stoffa ornata di trine. La stoffa dev'essere dello stesso colore dei paramenti del sacerdote, e quindi si deve cambiare in conformità del colore richiesto dalla festa che si celebra in ciascun giorno dell'anno.


Sulla mensa dell'altare devono stare tre tovaglie: due corte, che coprano soltanto la mensa, e una più lunga, al di sopra delle altre, che scenda ai fianchi dell'altare, fin presso il pavimento. Le tovaglie devono essere di lino o di canapa; quelle di cotone non sono permesse.


All'estremità posteriore della mensa stanno alcuni piccoli gradini, sui quali si poggiano i candelieri ed i fiori; e nel mezzo di questi gradini è collocato il Ciborio (Tabernacolo).


Il Ciborio dev'essere ricoperto di una ricca stoffa fatta a modo di piccola tenda, che si apre sul davanti. Questa tenda si chiama conopeo, e dev'essere o sempre bianca, ovvero conforme al colore dei paramenti del sacerdote. Però quando il ciborio è fatto di marmi o di metalli preziosi, si può anche lasciare senza conopeo.


Sulla mensa dell'altare, poggiate sul davanti dei piccoli gradini, stanno tre tabelle, sulle quali sono stampate alcune preghiere, che il sacerdote dice nella Messa. Queste tabelle si chiamano cartegloria, perchè in una di esse è stampato l'inno Gloria in excelsis Deo.


Quando sull'altare si conserva il SS. Sacramento, si tiene sulla mensa, a fianco del Ciborio, un vasettino coperto, con entro un poco di acqua, che serve al sacerdote per lavarsi le dita ogni volta che ha toccato le ostie consacrate, fuori del tempo della Messa. Che se, nel toccare l'ostia, qualche piccolo frammento rimanesse attaccato alle dita, lavandosi, il frammento rimane sciolto nell'acqua, e cessa la presenza di Gesù.
Il vasettino si chiama vaso della purificazione, e il pannolino, che serve per asciugarsi, si chiama purificatoio.


Parrocchia Santa Maria - Pievebelvicino Vicenza