La pieve di Belvicino


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La pieve del pagus di Belvicino trovò collocazione nel villaggio, che da allora col nome ne perpetua la memoria, convertendo al culto cristiano il "tempietto di Diana".
E' azzardato formulare ipotesi sulla struttura dell'edificio, dove i nostri progenitori si radunavano per ricevere il messaggio evangelico. Possiamo farcene un'idea osservando la chiesetta di S. Giustina di Giavenale: un ambiente molto povero, costituito da un'unica stanza, quattro semplici muri su cui poggiava un tetto, che poteva essere di paglia; la povertà estrema del momento e del luogo rendeva impensabile qualsiasi concessione al gusto estetico.L'utilizzo di un preesistente edificio pagano, permette tuttavia di ipotizzare strutture più elaborate e ricche, ma si tratta di supposizioni molte vaghe, prive finora di qualsiasi riscontro archeologico.
Neppure sull'ubicazione della pieve originaria possiamo produrre prove, tuttavia l'antichità del luogo dove sorge la chiesa attuale, attestata da ritrovamenti di reperti risalenti all'età romana, rende credibile l'ipotesi che anche i precedenti edifici sacri, di cui non sono visibili le tracce, siano stati costruiti in questo stesso luogo.
Le Rationes decimarum(*) del 1297 e 1303, documentano che la diocesi di Vicenza era divisa in 30 pievi rurali, delle quali ben 18 intitolate a Maria SS. La giurisdizione della pieve di Belvicino si estendeva nella Val Leogra e nella fascia di pianura pedemontana, territorio delle parrocchie di S. Maria di Valli, S. Lorenzo di Torrebelvicino, Ss. Leonzio e Carpoforo di Magrè, S. Pietro di Schio e S. Vito di Leguzzano.


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(*) Le Rationes decimarum erano un censimento a scopo fiscale degli enti ecclesiastici soggetti a decima: furono istituite da papa Bonifacio VIII (1294-1303).


Parrocchia Santa Maria - Pievebelvicino Vicenza